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Piramide alimentare

Definizione

La piramide alimentare è una rappresentazione grafica,per una sana e corretta alimentazione.

Introduzione

Essa venne ideata dal dipartimento statunitense dell'Agricoltura nel 1992,e fu rivisitata nel 2005.La piramide alimentare è rappresentata in una figura triangolare e si basa sulla divisione degli alimenti secondo il loro contenuto di principi nutritivi, mettendo alla base della forma gli alimenti che dovrebbero essere consumati più spesso durante il giorno, arrivano al vertice del triangolo dove si trovano i cibi da consumare con cautela.

Descrizione

-Risalendo lungo la piramide si possono assumere 2-3 porzioni al giorno di latte e derivati.

-Il grasso da condimento da preferire è l'olio extravergine di oliva.

-Per dare sapore agli alimenti usare le erbe aromatiche e le spezie “odori come aglio e la cipolla”

-piccole porzioni di frutta a guscio -consumi settimanali di pesce -2 uova a settimana non fritte

-carne bianca 2 volte a settimana -ridurre carni rosse ed salumi,affettati ed insaccati

-i grassi di origine animale vanno drasticamente ridotti o eliminati

-i dolci bisogna assumerli con molta moderazione -se si dovessero verificare delle eccezioni come un pasto al ristorante, sarebbe meglio cercare sempre di non arrivare affamati, consumare verdure crude prima di partire da casa, non fare un pasto completo, ma ad esempio abbinare antipasto e secondo pasto oppure primo e secondo pasto sempre accompagnati da molte verdure.

Piramide ambientale

Video

Dieta Mediterranea

Con il termine Dieta mediterranea si intende un modello nutrizionale ispirato alla tipica alimentazione della popolazione italiana e greca. La scelta di questa area geografica e di questo periodo storico si basa su alcune evidenze scientifiche ed epidemiologiche.

Infatti i paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo condividono tradizionalmente la disponibilità degli stessi alimenti, derivati dall'agricoltura, dalla pastorizia e dalla pesca. Inoltre alcuni studi, ampiamente accettati dalla comunità scientifica, hanno provato che in queste aree geografiche, nei primi anni sessanta, l'aspettativa di vita era tra le più alte del mondo; al contrario l'incidenza di malattie come la cardiopatia ischemica, alcuni tumori e altre malattie croniche correlate alla dieta era invece tra le più basse del mondo; questo avveniva nonostante l'elevata abitudine al fumo, il livello socio-economico basso e la scarsità di assistenza sanitaria in quei luoghi e in quel contesto storico.

In numerosi altri studi condotti in contesti geografici ed economici differenti, utilizzando una dieta con le stesse caratteristiche, è stata osservata ugualmente una minore frequenza di malattie croniche e una maggiore longevità.

E significativo che la dieta mediterranea sia diffusa nelle aree che si affacciano sul mar Mediterraneo dove tradizionalmente vengono coltivati gli olivi, tanto che un'altra definizione accettata di questo pattern alimentare fa riferimento alla dieta praticata nelle zone mediterranee di crescita degli ulivi.

Esistono varianti della dieta mediterranea, meno definite e meno studiate, in altre parti dell'Italia e della Francia, in Libano, Marocco, Portogallo, Spagna, Siria, Tunisia, Turchia ecc. Infatti sul bacino mediterraneo si affacciano sedici nazioni: la dieta e le tradizioni gastronomiche di esse variano ampiamente a causa di differenze etniche, culturali, religiose, economiche e di produzione agricola.

Storia

Cornelis de Langen (1887-1967)medico olandese visse in Indonesia nei primi anni del XX secolo;misurando la colesterolemia dei suoi connazionali immigrati e quella degli indonesiani si accorse che gli indonesiani avevano valori molto più bassi. Egli mise in relazione a ciò alla dieta prevalentemente vegetariana di essi. Noto anche che l'angina pectoris era una malattia quasi inesistente in Indonesia.

Isidoro Snapper ( 1889-1973), un altro medico olandese, allievo di De Langen, visse in Cina intorno al 1930. Registrando elettrocardiogramma noto che l'infarto miocardico era molto raro tra i cinesi, mentre era molto più frequente tra gli Europei che vivevano in Cina. Anche lui mise in relazione questa osservazione con la dieta prevalentemente vegetariana dei Cinesi.

Haqvin Malmros, uno studio svedese, mise in relazione la bassa mortalità per infarto in Svezia nel periodo della seconda guerra mondiale con le ristrettezze economiche ed alimentari di quel periodo.

Elizabeth David(1913-1992) scrittrice inglese di gastronomia, negli anni trenta viaggiò col marito su un piccolo yacht in Italia, visse a Marsiglia, in Corsica, in Grecia, in Sicilia, fuggì dal fascismo in Egitto, al Cairo. Dopo la guerra tornò in Inghilterra; avvilita dal cibo inglese e dai razionamenti del dopo guerra, scrissi degli articoli sui cibi consumati sulle coste del Mediterraneo, che raccolse nel “ A book of Mediterranean food” pubblicato nel 1950.il libro colpì l'immaginazione dei lettori inglesi; molti degli ingredienti citati non erano presente nei mercati, neanche all'Londra: basilico, melanzane, aglio, fichi, olio d'oliva ,zafferrano, vini italiani.La scrittrice contribuì alla conoscenza di piatti con me paella,mousaka,ratuatille,Pasta con salsa di pomodori e al cambiamento dei gusti alimentari in Inghilterra. Si occupò di gastronomia, prevalendo l'interesse per il gusto e la cultura alimentare mediterranea rispetto agli effetti sulla salute.Nel 1954 pubblico il libro“ Italian Food con Renato Guttoso. https://youtu.be/VQ4nmhlu9O

alunni/piramide-alimentare.txt · Ultima modifica: 2017/04/26 16:29 da alunni-2a